What about trials?

What about trials?

It’s time for trials in 21am. Sand, silicium, flaxseed oil, cardboard, umidity, temperature. That’s about materials and processing.

E’ tempo di prove in 21am. Sabbia, silicio, olio di lino, unidità, temperatura. Materiali e processi, insomma.

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21st Century Renaissance. La Nuova Architettura.

Most of us nowadays feel a certain regret by living in an age like this. An age where human creativity applied to thousand-years disciplines seem to have reached an intellectual overflow.
If You feel like one of these wretched individuals wondering through our hi-tech spacetime You must take a visit to Pisa. Why?
Almost a decade ago, a man had a dream; unlike most of us, He decided that his dream had to be something real. So He put himself in the service of his ideal and today He’s able to realize buildings with a 3D printer.
Before our visit to Dinitech last week, We thought that the idea to do so was so peculiar, such as extravagant seemed to us the inspiration that gave birth to such an invention. Our biases towards Dinitech where immediatly denied by a few samples present in the hangar.
Enrico Dini in his vision, followed by his brother Riccardo (exquisite people) created something that potentially is capable to change the construction segment. A manna for architects, not to be underestimated by those that are convinced that in our era traditional disciplines cannot evolve.
So please, take our advice You baffled friends. Open your eyes.

See Enrico Dini’s interviews
Il Sole 24ore 
Adnkronos
Il Tirreno

Molti di noi si sentono particolarmente rammaricati di vivere in un’epoca come la nostra. Un’epoca dove sembra sia già stato detto tutto nei riguardi delle discipline millenarie e non c’è più altro da aggiungere. Se vi sentite anche voi così dispiaciuti nel vagare nel nostro tecnologico spaziotempo dovete fare una gita a Pisa. Perché?
Circa un decennio fa, un uomo ebbe un sogno, a differenza di altri decise che questo sogno doveva diventare qualcosa di reale. Quindi si è buttato a capofitto in questo sogno ed oggi costruisce edifici con una stampante 3D.
Prima della nostra visita alla Dinitech avvenuta la settimana scorsa eravamo scettici. Credevamo l’idea tanto originale quanto stravaganti erano le nostre supposizioni su come quest’idea fosse nata in origine. I nostri pregiudizi nei confronti della Dinitech sono spariti non appena visto i pochi manufatti presenti nel loro laboratorio.
Enrico Dini, nella sua visione, accompagnato dal fratello Riccardo (persone squisite) ha creato qualcosa che potenzialmente ha la capacità di rivoluzionare l’edilizia. Una manna per gli architetti, e non da sottovalutare da chi crede che nella nostra era le discipline classiche non possono evolversi.
Per cui vi prego scettici amici, seguite il nostro consiglio. Aprite gli occhi.

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Homo Sapiens non urinat in ventum (i.e. design for biodiversity)

Homo Sapiens non urinat in ventum. We will not talk about this strange Latin or about the reason why it was written on a architrave in Amsterdam center, we will just make of it our resume for the Green Collective Symposium dealing with design for biodiversity, that 21am attended on March, 19th.

The relation between product design and biodiversity, the subject proposed for the symposium, was not easy to get: 21am had developed its own point of view setting the production system in relation with the regional distinctiveness, what was however the Green Collective point of view?

With surpise (and satisfacion) or thought came out to be perfectly aligned with what proposed at the Openbare Bibliotheek: design, shall it be product, service of architecture, cannot set aside from the evaluation of the area the production process will be hosted by. The choice of raw materials or processes activates, in fact, several chain reactions like the variation in the distribution of raw materials demand or the modification in work management up to the redefinition of landscape itself: it is impossible to think about controlling all these elements in any single design act, but there is an alternative way made of awareness and knowledge.

Let’s talk about Italy, its millennial history, its wonderful landscape that is, mainly, the outcome of a wise struggle of man exploiting the peculiarities of each area to produce artifacts he needed, generating so a great richness and variety in agricultural production and artisanship. Modernity often refused this matter, unable to perceive the value of such a diversity and aiming instead to homegenisation due to a short minded mass production principle. 21am believes it is right and moreover smart become aware of the materials and processes heritage surrounding us, the outcome of history and tradition but also a huge opportunity in terms of rich offer of solutions. Such an awareness allows to choose the best materials and processes for each product, linking also to territorial diversity and richness, defending and giving new life to its soul and landscape. It is not only an ethical and conscious choice, but also a clever exploitation of a gift we inherited: some wrong choices, even if not so consciously taken, always came badly back. It is wise, so, to avoid.

Homo Sapiens non urinat in ventum. Non parleremo di questo strano latino né del perché esso campeggi inciso su un architrave in pieno centro di Amsterdam,  ma ne faremo la sintesi del Green Collective Symposium a tema design for biodiversity, cui 21am ha partecipato lo scorso 19 marzo.

La relazione tra design di prodotto e biodiversità, tema proposto per il simposio, non è stata di facile interpretazione: 21am aveva elaborato una propria lettura ponendo il sistema di produzione in rapporto con le specificità territoriali, qual era però il punto di vista del Green Collective?

Con sorpresa (e soddisfazione) il nostro pensiero si è dimostrato perfettamente in linea con quanto proposto alla Openbare Bibliotheek: la progettazione, sia essa di prodotto, servizio, architettura, non può prescindere dalla valutazione del sistema territoriale che ospita il processo di produzione. La scelta di una materia prima o di una lavorazione genera infatti una serie di effetti a catena che vanno dalla variazione dell’equilibrio nella domanda delle materie prime alla modifica dell’organizzazione del lavoro fino ad una ridefinizione dello stesso paesaggio: non è pensabile proporsi di riuscire a controllare tutti questi elementi in ogni singolo atto progettuale, ma esiste un’alternativa fatta di coscienza e conoscenza.

Prendiamo l’Italia, la sua storia plurimillenaria, il suo meraviglioso paesaggio il quale è, principalmente, frutto di un sapiente intervento dell’uomo che ha sfruttato le specificità di ogni luogo per produrre gli artefatti di cui aveva bisogno, generando quindi una grande ricchezza e varietà di produzioni agricole ed artigianali. La modernità si è spesso scontrata con questa realtà, incapace di percepire la ricchezza di una tale diversità e perseguendo invece una omogeneizzazione dettata da una cieca interpretazione del principio della produzione di massa. 21am crede sia giusto e soprattutto intelligente prendere coscienza del patrimonio di materiali e lavorazioni che ci circonda, frutto della storia e della tradizione ed anche enorme opportunità quale ricca offerta di soluzioni; una tale conoscenza permette la scelta dei materiali e delle lavorazioni migliori per ogni singolo prodotto, legandolo inoltre alle specificità ed alla ricchezza di un territorio, preservando e dando nuovo vigore al suo carattere ed al suo paesaggio. Non si tratta solo di una scelta etica e cosciente, ma anche di sfruttamento intelligente di un patrimonio che ci è stato tramandato: alcune scelte sbagliate, seppur prese con leggerezza, ci danneggiano prima o poi. E’ saggio, quindi, evitare.

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It starts from technology. And the problem.

See video Dyson Interview on Air Multiplier

James Dyson is a reference point for all the industrial design environment. His work is solving problems. Small or big, it doesn’t matter; it is a solution he’s aiming to. Small or a big, the difference depends on what is your sensitiveness to the problem that has been solved. One thing is certain: it will be a step towards a better living.

James Dyson è un punto di riferimento per i progettisti. Il suo lavoro è risolvere problemi. Che siano piccoli o grandi non ha importanza; lui punta alla soluzione. Grande o piccolo che sia la differenza la facciamo noi con il nostro grado di sensibilità al problema. Una cosa è certa: sarà un passo in avanti verso una realtà migliore.

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Sony Mobile Communication. Make us Believe in.

http://www.sony.net/SonyInfo/News/Press/201202/12-025E/index.html

Yesterday Sony Mobile Communications was born. It may be just one of the several corporate transaction or business integration operations typical of the IT world, but we really hope there will be much more. SMC is the Sony attempt to concentrate all its forces and capabilities on the mobile communication business; we still remember the great innovative approach Sony showed in the 80s and in the 90s, the portable audio revolution by Walkman products and, even if in a different role, the great importance of the Cybershot series in making quality in digital photography widely available, the role Playstation played in the redesign of the home entertainment scenery.

Even in the last controversial years, the Sony brand is still so fascinating, today able to create expectation for something new in a market that is suffering increasing product monotony, with investments in brand communication overcoming ones in product innovation and scenery redesign. We believe, instead, there is still so much to say, to do, to redesign in an object that will for sure be the focus of daily life for the next years; we are waiting Sony for playing its role, again.

Ieri è nata Sony Mobile Communications. Potrebbe trattarsi di una delle tante operazioni industriali di riassetto ed integrazione tipiche del mondo IT, ma in cuor nostro speriamo sia molto altro.

SMC rappresenta il tentativo di Sony di concentrare tutte le proprie forze e capacità nel settore della comunicazione mobile; ricordiamo ancora la grandissima carica innovativa che Sony ha dimostrato negli anni 80 e 90, la rivoluzione dell’audio portatile con i prodotti Walkman e, seppur in maniera minore, l’importanza capitale della serie Cybershot nella diffusione della fotografica digitale di qualità, il ruolo di Playstation nella mutazione dello scenario dell’intrattenimento domestico.

Pur nelle alterne vicende degli ultimi anni, il marchio Sony è ancora in grado di suscitare un grande fascino, quindi oggi l’aspettativa di qualcosa di nuovo in un settore che sta scontando una crescente omologazione di prodotto, investimenti nella comunicazione di marchio a scapito dell’innovazione di prodotto legata agli scenari d’uso. Crediamo invece ci sia ancora moltissimo da dire, fare e rivoluzionare in un oggetto che sarà indubbiamente il cardine della vita quotidiana dei prossimi anni; ci aspettiamo che Sony torni a fare la sua parte.

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Speaking chinese.

 

From yesterday, 12-02-2012, 21am’s website speaks Chinese. With more than 1 billion Mandarin native speakers, Chinese Mandarin is the 1st most spoken language on Earth, followed by Castillian & English. We are happy to share our scores with potentially 2 billion people, chinese+english+italian (we would be happy enough if We’re known by 0,001 % of them).

Da ieri, 12-02-2012, il sito di 21am parla Cinese. Con più di 1 miliardo di persone di lingua madre mandarina, il Cinese Mandarino è la prima lingua più parlata nel mondo, seguita dal Castigliano e l’Inglese. Siamo lieti di poter condividere i nostri risultati con potenzialmente 2 miliardi di persone, cinese+inglese+italiano (diciamo che saremmo già contenti di raggiungere lo 0,001%).

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High density OLED, ready for brand new applications.

MicrOLED, a nanotech French company based in the hi-tech district of Grenoble, just announced a new Oled screen capable of showing 5.4 million pixel on a tiny 0.61 inch diagonal area. Supplying very high contrast and ultra low power consumption, this device offers support for a wide range of brand new applications. The technology was developed for defense, medical and professional camera applications, but it may also inspire new concepts involving screens to be used at a very short distance. Hugo Gernsback should be very happy with this, but we are waiting for something more interesting than TV. Do you remember science-fiction smart glasses?

MicrOLED, un’azienda francese specializzata in nanotecnologie del distretto hi-tech di Grenoble, ha appena annunciato un nuovo schermo Oled capace di visualizzare 5,4 milioni di pixel su un’area di soli 0,61 pollici di diagonale. Offrendo un contrasto altissimo e bassi consumi, questo tipo di dispositivi apre a tutta una serie di applicazioni totalmente nuove. La tecnologia è stata sviluppata per videocamere militari, medicali o professionali, ma potrebbe allo stesso tempo ispirare concetti nuovi legati all’uso di schermi con distanza d’osservazione minima. Hugo Gernsback probabilmente si rallegrerà di tutto questo, noi ci aspettiamo qualcosa di meglio rispetto ad una TV. Vi ricordate i visori intelligenti tanto diffusi nella fantascienza?

High density OLED, ready for brand new applications.

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Why Wi Fi routers look so ugly?

Watch the video Cold War Modern. Dieter Rams.

All products look almost the same today. They were almost the same 50 years ago; it’s hardly understandable what They are or how They work or how do We interact with them. This man, together with other smart figures of his time, tried to make things be the way they should be. Not only being a compromize through a blind engineering process, or just looking nice or eccentric but still complicated to use. Dieter Rams, along with a few, gave  products personality and simplicity, focusing on the important interaction product-user-enviroment. 21am tries Its best to do the same. To make the good design for the good of all of Us.

Tutti i prodotti oggi sembrano uguali. Come 50 anni fa; difficilmente comprensibile sapere cosa fanno, difficilmente comprensibile intuire come funzionano e come possiamo interagire con essi. Quest’uomo, insieme con altre figure del suo tempo fece prodotti nel modo in cui dovevano essere. Non come il risultato d’un cieco processo di pura ingegnerizzazione; non solo curando l’estetica per rendere il prodotto carino o eccentrico ignorando l’interazione tra l’uomo ed il prodotto. Dieter Rams, insieme ad altri, diede al prodotto personalità e semplicità, ragionando sulla imprescendibie interazione uomo-prodotto-ambiente. Noi di 21am cerchiamo di fare del nostro meglio seguendo questo principio. Per un buon design che porti al bene di tutti noi.

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Can common MP3 Players be Waterproof? Course they can.

No kidding. HZO declares “the HzO scientists developed WaterBlock™, a proprietary nanotechnology that seals the soul of the devices, blocking out moisture without interrupting electronics. HzO’s remarkable technology protects electronics from splashes, humidity, spills, body moisture, and even immersion, depending on the degree of WaterBlock™ applied and the depth of immersion.” (from HZO website). See the rest on hzo.me

Non è una battuta. HZO dichiara che “gli scienziati della HZO hanno sviluppato WaterBlock™, una nanotecnologia propretaria che protegge l’essenza dei nostri dispositivi, tenendo fuori l’umidità senza pregiudicare l’elettronica. La tecnologia di HZO protegge da spruzzi, umidità d’ogni genere e persino da immersioni, a seconda dalla tipologia di WaterBlock™ applicata e dalla profondità dell’immersione.” (fonte sito HZO). Pre maggiori dettagli hzo.me

 

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Transparent OLED by BASF & Philips

It appears BASF and Philips are working on a transparent OLED light module; truly a great improvement since first OLED light modules. It was before an idea for PC screens (too much inspired by Minority Report I guess, see 2010′s video below) but obviously there was a privacy issue on top. But now, with OLED lighting it might work as an idea on different applications where it has a use. A real use.

Pare che BASF e Philips stanno lavorando insieme su un OLED per illuminazione  trasparente; decisamente un idea migliore rispetto ai primi OLED. Il concept nacque nell’ambito degli schermi PC (ispirato probabilmente a Minority Report, vedere per credere, link sotto, dal CES 2010) ma c’erano evidenti complicazioni riguardo la riservatezza delle informazioni su schermo. Ma ora seguendo questo concetto si potrebbe davvero utilizzare il prodotto ad applicazioni dove può essere utile. Per davvero.

See the video Transparent OLED Screen CES 2010

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